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I tatuaggi nella tradizione Berbera

Una delle tradizioni del tatuaggio meno conosciute ma che mi affascinano tantissimo è quella berbera. Ho sempre avuto una forte attrazione per i Tuareg del deserto, il popolo blu, e come loro anche i Cabili dell’Algeria. Essi si sono stanziati nell’Africa settentrionale, tra il Sahara occidentale e la Libia, nel periodo preislamico. Queste popolazioni berbere sono letteralmente uomini liberi tra città e deserto.

Nei villaggi berberi (Amazigh) del Maghreb, che sia in Marocco, Algeria o Tunisia, gli uomini hanno sempre vissuto in stretto rapporto con la natura, anteponendola alla propria condizione. Questa stretta connessione con l’ambiente fa sì che nasca una fonte di ispirazione creativa artistica. 

La storia dei motivi berberi è molto antica. Non è noto se i primi disegni siano stati utilizzati sul corpo sotto forma di tatuaggi, o su oggetti materiali (tappeti, stoffe, terracotta, pelle o oggetti in legno, ecc.). Quello che è certo è che gli stessi schemi esistono da molto tempo in entrambe le forme.

I modelli differiscono a seconda della tribù. Pertanto, è possibile identificare facilmente da quale regione provengono gli oggetti. Alcuni modelli rappresentano simboli specifici che hanno una particolare utilità, mentre altri hanno semplicemente una funzione estetica. Il tatuaggio fa parte dei riti della cultura berbera, sia su mani, braccia, piedi, sulla fronte tra le due sopracciglia, sul mento o sulle guance.

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Giovane ragazza algerina di Ouled Naïl nel 1905 tatuata tra le sopracciglia e sulle guance – © Lehnert & Landrock

I tatuaggi delle donne berbere non hanno solo uno scopo di estetico, ma stanno anche ad indicare lo status sociale e ad invocare protezione. Le ragazze vengono tatuate fin dalla giovane età seguendo un rito di passaggio all’età adulta I tatuaggi accompagnano poi tutta la loro vita, il primo disegno è quello della fertilità siyala. Con il cambiare dello status sociale evolvono anche i tatuaggi della ragazza, ma al giorno d’oggi non è più così… questa antica tradizione sta scomparendo. Oggi le donne anziane delle tribù berbere sono l’ultima generazione ad essere tatuata.

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Sono molti i nipoti e i pronipoti che si sono chiesti: “Cosa rappresenta quel tatuaggio sulla fronte, sulla guancia o sul mento?”. È a questo interrogativo che risponde con semplicità il libro di Lucienne Brousse “Beauté et identité féminine: les tatouages féminins berbères des régions de Biskra et de Touggourt”.

Nato da un lungo lavoro di ricostituzione e di interpretazione di centinaia di disegni raccolti da Eliane Ocre è un prezioso manuale di lettura dei tatuaggi berberi.

Il motivo più frequente sulla fronte è chiamato abernus o burnous. Nella stessa area geografica viene rappresentato in molteplici modi. 

Il segno chiamato ‘Occhio di pernice’ è un piccolo rombo con le estremità rigonfiate o con una piccola croce. Questo segno rappresenta l’uccello stesso, simbolo della bellezza, dell’agilità. Rappresentare questo simbolo su di sé, significa incarnare quello che rappresenta.

I disegni che rappresentano la ‘Palma’, proveniente dalla regione di Touggourt, sono simbolo di abbondanza e prosperità. La palma rappresenta, per certe donne, la “Dea-madre”, sorgente di ricchezza e figura protettrice come può essere l’ombra di una palma. 

Il punto, nuqat o nugat, è rappresentato da solo. Alcune donne gli danno il significato del “focolare”, ossia di stabilità e di sicurezza. Lo si trova sulle guance, sul braccio, sulla fronte.


Tatuaggio berbero dal Marocco. Il motivo a forma di croce sulla caviglia ha lo scopo di promuovere la fertilità.


I motivi berberi, come vi dicevo, sono presenti in diverse produzioni artistiche e artigianali.

I disegni più belli e completi li ritroviamo nella meravigliosa tradizione della tessitura dei tappeti, costituita da motivi semplici con linee rette e forme geometriche. Le forme più comuni sono rombi, rettangoli e triangoli. Ogni tappeto è un pezzo unico frutto della fantasia dell’artigiana berbera: “fare un tappeto è come fare l’henné”, dicono alcuni. La tessitura del tappeto richiede la memorizzazione del motivo generale, dei colori e dei motivi da utilizzare. Anche se la donna berbera conosce un’infinità di motivi, intreccia il suo tappeto in modo tale da rispondere alla specificità della sua tribù.

Ogni regione berbera ha le sue peculiarità che si possono ritrovare nel colore, nelle forme e nelle dimensioni dei motivi, nella tecnica di tessitura, nel materiale utilizzato, nella forma dei nodi, ecc. 

Ancora oggi i motivi ei simboli berberi sono parte integrante della cultura dei paesi nordafricani, non solo nelle regioni a maggioranza berbera ma anche in tutte le regioni che hanno ereditato questa tradizione millenaria.

palm cespuglio

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